
Sentenze & Articoli della stampa
Qui riportiamo il collegamento agli articoli di cui si è occupata la stampa sui casi gestiti dal nostro studio legale e delle sentenze che hanno riconosciuto i diritti dei nostri clienti.

Figli maggiorenni in casa e diritto al mantenimento
Il Tribunale di Torino ha pubblicato un'importante sentenza di cui si conoscono pochi precedenti: i figli maggiorenni fino a quando hanno diritto di essere mantenuti dai loro genitori e di vivere con loro in casa?
Dopo lunghe riflessioni, un padre ha assunto la decisione sofferta di rivolgersi all'autorità giudiziaria.​
Mantenimento diretto da parte del padre alla figlia maggiorenne
Il Tribunale di Torino ha disposto che, dopo il trasferimento della madre e della figlia in altra regione, l'ormai maggiorenne studentessa universitaria ha diritto a ricevere il versamento diretto dell'assegno di mantenimento da parte del padre separato direttamente sul proprio conto corrente bancario​


Diritto al mantenimento della moglie
TRIBUNALE LIVORNO, SEZIONE CIVILE - sentenza del 9 luglio 2024
E' il caso di un marito che agisce in giudizio per chiedere la separazione dalla moglie senza intendere riconoscere un assegno di mantenimento alla stessa la quale invece ritiene di averne diritto in ragione di un lungo matrimonio (oltre 20 anni), disparità reddituale tra i coniugi e scelte di vita che l'hanno portata ad avere circoscritte opportunità di lavoro.
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"Non si può neppure condividere quanto sostenuto dal ricorrente sul fatto che la resistente avrebbe in modo colpevole determinato la sua attuale e modesta condizione lavorativa e reddituale, in quanto risulta pacifico tra le parti che la Signora iniziò l’attuale lavoro dopo la nascita del primo figlio (cfr. verbale di audizione coniugi); ciò deve far presumere che tale scelta sia avvenuta nel rispetto dell’indirizzo familiare che i coniugi si diedero per gestire la famiglia e quindi anche i figli. Infine, il fatto che la moglie abbia preferito lasciare la casa familiare, malgrado il ricorrente fosse disponibile a lasciarla vivere in quella casa, dietro rinuncia alla domanda di mantenimento, non può giustificare il rigetto della domanda. Infatti, la resistente ha legittimamente preferito uscire dalla casa familiare e far valere il suo diritto al mantenimento, piuttosto che far dipendere la propria condizione di vita dalle scelte del marito, anche rispetto alla titolarità del bene".
